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Gianni Rivera il Golden Boy

Gianni Rivera La leggenda del grande capitano del Milan, Gianni Rivera.
Dal cortile dell'Oratorio dei Salesiani sboccia il campione, incoraggiato da papà gioca il suo primo torneo a dodici anni. Più tardi entra a far parte della rosa dell'Alessandria, partecipa al campionato di lega giovanile e il suo primo avversario diretto è Roberto Rosato che come lui è nato il 18 agosto del 1943.

Gianni Rivera stava per firmare alla Juve, fu Pedroni, il suo scopritore a bloccare tutto e a proporre il giovane talento al Milan.
Nella primavera del 1960 Rivera diventa rossonero, all'Alessandria vanno sessanta milioni più quattro giocatori. Nel club milanese trova parecchi ragazzi promettenti: Salvadore, Pelegalli, Trapattoni, tutti giovani usciti dal vivaio del Milan e ritrova Liedholm, che gioca da registra arretrato la sua ultima stagione.

Il 25 settembre del 1960 fa il suo debutto col Milan a San Siro contro il Catania. Con Nereo Rocco vince il suo primo scudetto nel campionato 1961-62, ''il Paron'' gli farà da secondo padre, con lui diventerà l'indimenticabile Golden Boy.

Rivera con la maglia azzurra debutta il 13 maggio 1962 a Bruxelles contro il Belgio, L'Italia vince 3-1.

Nel 1969 gli viene assegnato il pallone d'oro, è il primo italiano a vincere l'oscar europeo.
I primi successi del campione rossonero arrivano con lo scudetto e la coppa dei campioni, dal 65' Rivera è il faro del centrocampo del Milan.
Rivera ne diventa la bandiera e i critici cominciano ad alimentare la rivalità con Sandro Mazzola. L'Italia calcistica si divide e qualcuno paragona questo dualismo a quello mitico fra Coppi e Bartali. Quando poi è di scena la nazionale, le cose si complicano ulteriormente.
Da buon capitano ha sempre preso le difese del suo Milan. La polemica con l'arbitro Michelotti dopo la partita di Cagliari nel 1976, con un ampia denuncia sul problema degli arbitraggi gli costa ben due mesi e mezzo di squalifica. E quando si profila il clamoroso divorzio tra il presidente Buticchi, il capitano acquista la società, diventando presidente-giocatore.

Gianni Rivera è stato un campione dentro e fuori dal campo, per decenni ha ispirato ragazzi italiani e stranieri.

Scheda del campione
Gianni RiveraNome: Giovanni Rivera.
Nato a: Alessandria, il: 18-08-1943.
Segno zodiacale: Leone.
Nazionalità: Italiana.
Ruolo: centrocampista.
Maglia N°: 10.
Passaggio: inimitabili per tempismo, precisione e genialità i suoi passaggi in verticale nella parte finale dell'azione offensiva. Una vera manna per gli attaccanti.
Visione di gioco: capacità geniali nel interpretare l'azione migliore da impostare. Molto bravo nel farsi trovare smarcato nonostante le asfissianti marcature a cui era sottoposto.
Tocco di palla: le sue doti di palleggio erano sublimi, gli stop e i passaggi vellutati. Insuperabile nel gioco di prima.
Dribbling: morbido e largo, preceduto da una leggera finta per sbilanciare l'avversario.
Tiro: non forte ma preciso, era inoltre molto bravo a calciare al volo.
Finte: la più famosa era una specie di veronica, ubriacava l'avversario lasciandolo sul posto, ma il suo repertorio di finte era ricco e fantasioso.
Scatto e velocità: non era uno scattista per eccellenza, ma comunque era dotato di buona velocità con la quale si proiettava in area avversaria per concludere.



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