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I complotti che sfasciarono l'Italia nel Mondiale del 1974

I complotti dell'Italia nel Mondiale del 1974A fianco l’immagine che raffigura il momento in cui Chinaglia viene sostituito da Anastasi. Uscendo dal campo lancia un gestaccio a Valcareggi (di spalle), in seguito lancerà pesantissime accuse che divideranno lo spogliatoio.

Il gesto viene visto da milioni di telespettatori e non può passare in silenzio! Il mistero di questa vicenda è che Giorgio Chinaglia avrebbe dovuto rientrare in Italia per insubordinazione. Ma il comunicato dell'espulsione non venne mai eseguito perchè ci fu una vera e propria rivolta. Una parte dello spogliatoio prese le difese del centravanti, minacciando di lasciare il ritiro azzurro se Giorgio Chinaglia fosse stato richiamato in Italia.

Ripercorriamo tutto l’accaduto. E’ il 69’ minuto di Italia-Haiti, la prima partita della nazionale ai mondiali in Germania. Chinaglia viene sostituito da Valcareggi con Anastasi. Passando accanto la panchina Giorgione manda a quel paese il commissario tecnico. E’ l’inizio dei complotti che sfasciarono l’Italia nel 1974.

Quattro anni dopo la memorabile partita Italia-Germania 4-3, sulla panchina degli azzurri siede ancora Valcareggi ma i protagonisti sono cambiati. Non c’è più la difesa granitica orchestrata da Cera, manca Rosato, Burgnich è diventato libero e Boninsegna è costretto alla panchina. Ci sono ancora Rivera e Mazzola, ma la loro presenza diventa un ulteriore problema. Non perché giocano male, ma perché ricordano l’odiata “staffetta” dei mondiali messicani. Mazzola si ribella da subito a questa ipotesi, disposto a sacrificarsi come ala destra piuttosto che ritornare alla staffetta.

La partita d’esordio è contro l’Haiti, quella che doveva essere una passeggiata, quando passa in vantaggio l'Haiti appare il fantasma di Pak Doo Ik. La reazione dell’italia fu immediata e dopo più rappresaglie arrivò il gol di Gianni Rivera. Poco più tardi arriva il raddoppio degli azzurri con un autorete e il clima diventò più mite. Talmente calmo che il tecnico decide di fare gli esperimenti sul centravanti-missionario. Così al 69’ sostituisce Chinaglia che accoglie l’ordine mandando un gestaccio al Mister.

La gara d’esordio finisce 3-1 per l’Italia ma è l’inizio dei complotti e delle minacce. Chinaglia non perde tempo per svelare i retroscena degli spogliatoio azzurro, nel quale emergono alleanze tra i giocatori delle squadre del nord. Giorgione evidenzia il fatto che nell’undici nazionale c’è solo un campione d’Italia, lui. Mentre Wilson e Re Cecconi sono relegati in panchina. Non è la stessa cosa per calciatori delle milanesi e della Juventus. Le sue accuse sono pesanti al punto che il presidente della Lega Carraro e il presidente della Fifa, Franchi, decidono di rispedirlo in patria con un comunicato che però non verrà mai rilasciato.
Chinaglia non lasciò mai il ritiro tedesco perché, se il provvedimento fosse stato preso, a lasciare la nazionale ci sarebbero stati anche i compagni della Lazio e Juliano del Napoli.
Tra il malessere generale affiorò anche il disagio di Causio di cedere il suo ruolo a Mazzola, posto che avrebbe dovuto ricoprire lui. Alla vigilia della seconda partita contro l’Argentina, Chinaglia scoprì le carte ai giornalisti e minacciò Carraro che il rischio era una diserzione di massa. Per calmare il centravanti della Lazio servì un intervento speciale di Tommaso Maestrelli (allenatore della Lazio tricolore), che sapeva come gestire Giorgione. Alla fine Chinaglia ammise pubblicamente i propri torti e con Valcareggi prese l’accordo di fare la staffetta con Anastasi.



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