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La vicenda Zigoni

La vicenda ZigoniLa vicenda Zigoni è un vero e proprio mistero del nostro campionato di calcio che non è mai stato risolto.

Siamo a Torino nella stagione 76-77, quando alla fine del primo tempo di Juventus-Verona, l'attaccante dei veneti, Gianfranco Zigoni, cade improvvisamente a terra mentre sta per raggiungere il sottopassaggio che porta agli spogliatoi. Dalla dinamica della caduta, pare che sia stato colpito da un oggetto contundente come una bottiglietta. Al rientro in campo delle due formazioni per il secondo tempo, Zigoni rimane negli spogliatoi, la partita termina 2-1 per i padroni di casa.
L'arbitro della partita, il Signor Serafino di Roma e i suoi due assistenti, Berto e Ambrosio, non avevano notato niente di irregolare, tanto che, nel referto di gara, veniva precisato che non c'erano stati lanci di oggetti dagli spalti, così come non era stato rinvenuto nessun oggetto a terra, nella zona dove il calciatore è caduto a terra privo di sensi.

Zigoni dichiarò che sentì un colpo secco alla parte sinistra della fronte e che dopo un paio di passi ha sentito girare la testa, poi non ricordava più nulla. Il fatto è che non presentava segni di contusioni alla testa. Portato negli spogliatoi in uno stato di semi incoscienza, accennò nausea e vomito.

La teoria del lancio della bottiglietta era stata avanzata da due compagni di Zigoni: il capitano Sirena e Franzot. La società Verona calcio, successivamente, inviò una lettera al giudice sportivo chiedendo la vittoria a tavolino.
Il reclamo venne respinto perché considerato senza una prova certa che l'attaccante del Verona fosse stato realmente colpito e, quindi, partì un'inchiesta approfondita su questa vicenda.

I primi ad essere interrogati furono: Zigoni, Sirena, Franzot, poi la terna arbitrale, i medici sociali del Verona Calcio e i due allenatori: Trapattoni e Valcareggi.
Dopo due mesi l'inchiesta sulla vicenda Zigoni presa una brutta piega per i giocatori del Verona, i quali vennero accusati di simulazione. Sirena e Franzot furono incolpati di aver rilasciato dichiarazioni false. Mentre Zigoni, che probabilmente era stato colpito da un malore, era responsabile di aver avallato la tesi dei suoi compagni, per provare a vincere la partita a tavolino.

I contorni misteriosi della vicenda Zigoni appaiono due mesi più tardi dall'ultima sentenza, quando è la stessa commissione disciplinare a cambiare il verdetto, assolvendo tutti e tre i tesserati del Verona per assoluta mancanza di prove circa la simulazione. In definitiva, non è mai stato chiarito cosa sia realmente accaduto a Gianfranco Zigoni in quel lontano 21 novembre 1976. Malore o colpo da lancio di un oggetto?
In quella stagione la Juve vinse il campionato con un punto di scarto sul Torino e ebbe inizio un ciclo di successi lungo un decennio.

Chi è Gianfranco Zigoni
Considerato un calciatore dotato di grandi doti balistiche ma un po' troppo ribelle e fuori dagli schemi. Indubbiamente fu un grande protagonista, famoso più per i suoi eccessi che per i suoi gol.
Arriva alla corte bianconera a soli 17 anni e vi rimane per tre stagioni collezionando un totale di 4 presenze e 1 gol. La Juventus lo manda a crescere al Genoa, nel quale vi rimane per due stagioni realizzando 16 reti in 58 gare.
Nel 1966 torna a vestire la casacca bianconera, nella quale vince due Scudetti e colleziona un gettone di presenza con la maglia azzurra della nazionale.
Con la Juventus rimane fino al 1970, segnando un totale di 22 gol in 82 presenze.
Nel 1970 va a giocare nella Capitale con la Roma di Helenio Herrera con la quale vince il Trofeo Anglo-Italiano.
Nel 1972 vesta la maglia gialloblù del Verona dove segnerà 29 gol in 139 partite.
A trentaquattro anni passa al Brescia in Serie B, con le rondinelle gioca 40 gare e sigla 4 gol dal 1978 al 1980.



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