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I misteriosi furti della Coppa Rimet

Misteriosi furti della Coppa RimetL’ultimo furto della Coppa Rimet avviene la sera del 19 dicembre 1983 a Rio da Janeiro, nella sede della Federazione Brasiliana. Tre ladri immobilizzano il custode e si impossessano del prezioso trofeo. Pochi giorni dopo la polizia trova i responsabili ma non la coppa, perché è stata fusa e trasformata in lingotti. Tutto sembra perduto fino a tre anni più tardi, quando muore Antonio Carlos Aranha, uno dei ladri implicati nel furto della Coppa Rimet.
Dalle indagini gli investigatori scoprono che Aranha è stato ucciso da uno dei complici del furto della Coppa Rimet. Perché aveva venduto l’oro ricavato dalla fusione del trofeo non spartendo il ricavato con gli altri. Ed è proprio da questa notizia che nasce un nuovo mistero: i ladri che rubarono la Coppa Rimet dalla Federazione Brasiliana, avevano preso l’originale o una copia?

Innanzitutto bisogna sapere che la Coppa Rimet fu creata da un prestigioso orafo parigino, Abel La Fleury, il quale coniò una statuetta che raffigurava una vittoria alata che reggeva una coppa, il tutto alloggiato sopra ad un piedistallo di marmo a base ottagonale. La Coppa pesava 4 Kg di cui 1,8 in oro a 18 Karati. La Coppa Rimet venne messa in palio per la prima volta a Montevideo nel 1930.

La nazionale brasiliana, dopo la vittoria del suo terzo mondiale, si aggiudicò definitivamente il trofeo, ma i dubbi che la Coppa fosse realmente quello vera sorgono spontanei dopo la morte di Aranha.

La Storia di un Trofeo travagliato
Dopo l’Uruguay, la Coppa Rimet proseguì il suo viaggio nel Bel Paese. Infatti, l'Italia di Vittorio Pozzo si aggiudicò il mondiale nel 1934 e nel '38.

All’inizio della seconda guerra mondiale la Coppa Rimet rientrava tra gli oggetti del desiderio del Terzo Reich. La Germania cercava oro e preziosi per finanziare l’industria bellica, la Coppa Rimet era un gioiello di grande valore. All’epoca il trofeo era custodito nella casa dell’Ing. Barassi, segretario della Federcalcio. Il quale ricevette una perquisizione da parte della Gestapo. Però la Coppa non venne trovata, perché Barassi, qualche mese prima, ebbe l’intuito di nascondere il trofeo in un angolo della soffitta dove i Tedeschi non trovarono. Quindi la coppa del mondo di calcio, per il momento, si salvò.

Le sue vicissitudini riprendono in occasione dei mondiali del 1966 nel Regno Unito.
Pickles il cane che ritrovò la Coppa RimetE’ il 20 marzo 1966 quando arriva la notizia che la Coppa Rimet è stata rubata dalla Central Hall di Webmister. Dopo settimane di indagini, Scotland Yard e l’Interpol brancolavano nel buio fino a quando Pickles (nella foto a lato), un piccolo meticcio a passeggio con il suo padrone, per caso trovò dentro ad una scatola per scarpe la Coppa Rimet.

Ma si trattava della Coppa originale o di una copia?
Un vero mistero. Difatti, dato che era trascorso parecchio tempo dalla sua sparizione, gli organizzatori avevano clonato il trofeo con una nuova Coppa Rimet che molti credono che era quella ritrovata da Pickles.
Il mistero non venne mai risolto e molto probabilmente la coppa che Bobby Moore sollevò al cielo era la copia. Lo stesso esemplare capitò tra le mani di Pelè nel 1970 e così, fu anche per le altre due manifestazioni vinte dalla nazionale carioca.

Chissà che fine ha fatto la vera Coppa Rimet. Fusa o nascosta in casa di qualche misterioso collezionista?