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Una moneta d'oro vale l'Europeo per l'Italia

L'Ialia campione d'Europa 1968Europei 1968, una monetina ci portò in finale, poi ci pensarono Riva e Anastasi!

Ripercorrendo la storia degli azzurri in coppa Europa, il 10 giugno del 1968 allo stadio Olimpico di Roma, in una calda serata d'estate. A sole quarantotto ore dalla prima finale, dove un gran tiro del generoso Domenghini aveva dissipato l'incubo della sconfitta a pochi minuti dal termine, gli azzurri scendevano nuovamente sul terreno dello stadio amico per affrontare una finale-bis contro la coriacea e pericolosa Jugoslavia.

Accanto ai compagni che formano un telaio già ben collaudato ci sono quattro giovani da poco entrati nel club Italia: Dino Zoff, De Sisti, Riva e Anastasi, e sono proprio i gol dei due attaccanti al 12' e 31', che ci regalano l'ambito trofeo.
E pensare, che le porte a quelle finali le aveva spalancate una monetina. In questo caso una moneta d’oro! Si, perchè nella semifinale con i sovietici non eravamo andati oltre lo zero a zero, e nemmeno i supplementari avevano rotto quel sostanziale equilibrio fra le due forze in campo.

La formula del torneo non prevedeva allora i rigori, bensì il sorteggio con la monetina. Il capitano azzurro Giacinto Facchetti, scelse testa, e poi, potete intuire tutti come è andata a finire.



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