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Rudy Krol un calciatore esemplare

Rudy KrolClasse infinita dentro e fuori il campo da gioco, l’olandese Rudy Krol quando sbarcò in Italia (1980), a Napoli, viene definito l’ultimo dei moicani per via della sua carta d’identità.

Dopo una vita vissuta da protagonista con la maglia della squadra della sua città, i Lancieri dell’Ajax, fa una fugace esperienza in Canada con il Vancouver Whitecaps per poi approdare alle falde del Vesuvio, qui giocherà fino al 1984 collezionando 107 presenze e realizzando un gol. Concluderà la sua carriera di calciatore in Francia con la divisa del Cannes nel 1986.

Continuerà a calcare i campi da calcio ma rivestendo il ruolo di allenatore. Dal 1989 ad oggi si è seduto su molte panchine, soprattutto con club e nazionali nord africane e qualche società europea. In questo nuovo ruolo non sta riscuotendo lo stesso successo che ha avuto come calciatore, un difensore elegante e pratico, che ha vissuto questo sport con grande impegno e professionalità, senza mai scordarsi che si tratta di un gioco. Difatti, la filosofia di gioco del fuoriclasse olandese è rimasta sempre la stessa: randellate e sorrisi. Perché il calcio è uno sport virile ma pure divertimento. Si gioca per vincere, per questo occorre avere senso pratico, ma anche per allietarsi. E’ la classica mentalità olandese che trova nel gusto del gioco lo stimolo per continuare a migliorare per sconfiggere l’avversario.

Una linea di pensiero molto diversa dal calcio giocato dalle squadre italiane del tempo. Quest’ultime più attente a fare risultato piuttosto che giocare per dare spettacolo.
Proprio partendo da questo concetto, l’arrivo di Krol nello spogliatoio del Napoli equivarrà ad una nuova corrente di pensiero. Grazie al suo grande carisma diventerà un modello di professionalità, portando allegria e serietà nello spogliatoio partenopeo.

L’ultimo dei moicani ha rinnovato l’idea di calcio nel Napoli, tanto che la dirigenza azzurra dell’epoca apprezza e ammira il Krol calciatore esemplare, tanto da guadagnarsi la fascia di capitano gia dalla stagione d’esordio in Serie A. L’olandese è un esempio per tutti, rispetta l’ideologia del calcio italiano continuando a giocare secondo le sue regole: rispetto della professione, del club che lo paga e stima per l’avversario.

Nella sua parentesi italiana non si è mai fatto invischiare nel giochetto delle pressioni psicologiche e ambientali tipiche del nostro calcio. Ha sempre mantenuto fede al proprio credo calcistico riscuotendo ammirazione sia dai compagni che dalla dirigenza del calcio Napoli. Se per i giornali italiani era il “bello anziano”, ossia uno che ormai non poteva più dare nulla a questo sport. Rudy Krol continuò per la sua strada con i fatti, giocando bene e sempre con convinzione.



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