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Casi di fuorigioco

Casi di fuorigiocoLa regola del fuorigioco, apparentemente, è una delle più semplici del regolamento ma, nella realtà completa della sua applicazione da parte dell’arbitro e di tutti i suoi assistenti, è una delle più difficili. A rendere tutto più arduo sono le contestazioni da parte di calciatori, allenatori, dirigenti, tifosi e la velocità delle azioni.
La regola numero 11 del gioco del calcio dice che un giocatore è in fuorigioco se è più vicino del pallone alla linea di porta avversaria a meno che:
1. Si trovi nella propria metà campo o sulla linea di centrocampo.
2. Almeno due avversari siano più vicini di lui alla linea di porta.

Precisato quello che riguarda la posizione in campo, la regola 11 aggiunge delle norme precise circa l’attività del giocatore.
Nel momento in cui il compagno tocca o gioca la sfera il giocatore è considerato in fuorigioco se:
1. Influenza il gioco o gli avversari.
2. Cerca di trarre vantaggio dalla sua posizione.

Non basta dunque la posizione perché il fuorigioco sia punibile ma è anche necessario che il giocatore svolga un’attività vietata. Se per esempio un giocatore è davanti al portiere mentre un proprio compagna tira in porta, l’arbitro deve fischiare il fuorigioco.
Se, invece, il giocatore è sulla linea di fondo a qualche metro dalla porta, il fuorigioco non sussiste perché la sua posizione è ininfluente.

Non esiste fuorigioco se il giocatore riceve la palla direttamente dal: calcio di rinvio, corner, rimessa laterale o su rimessa dell’arbitro.
Non è offside quando la palla giunge al giocatore in posizione irregolare, se al momento della battuta era partito da posizione regolare.

I casi di fuorigioco sono svariati, uno dei punti più discussi e travisati riguarda il caso in cui la palla arriva al giocatore non su passaggio di un compagno ma su tocco di un avversario. Spesso si sente dire che viene rimesso in gioco, non è così. La regola dice che in questi casi la posizione del calciatore è regolare soltanto se la sua posizione di fuori gioco non era punibile, ossia che non interferiva con il gioco.

Un caso curioso è quando un giocatore esce dal campo o si porta in fondo alla rete per evitare il fuorigioco: esso non può essere punito a meno che non disturbi il portiere o un altro avversario.
In applicazione dello spirito di lealtà la casistica precisa che un difensore non può mettere in fuorigioco un avversario uscendo dal campo.



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