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Il calciomercato: come iniziarono gli affari-spettacolo

CalciomercatoIl calciomercato è vecchio come il gioco del pallone. Cifre irrisorie un tempo, più consistenti poi, pazzesche per un periodo, ma la sostanza non cambia.

I pionieri si ritrovavano a discutere dove capita, in un salotto come in uno spogliatoio di uno stadio. Finchè un giorno, tre personaggi chiave della nostra storia non pensarono di evitare l'inutile dispersione di contatti individuali riunendo, alla fine dei campionati, tutti i dirigenti in un solo più comodo luogo. I tre sono Gipo Viani, allenatore e cervello manageriale del Palermo, il suo presidente, principe Raimondo Lanza di Trabia, e l’indimenticabile commendatore Paolo Mazza presidente della grande Spal.

Il luogo prescelto è un'albergo milanese, dove sono soliti radunarsi quasi naturalmente gli operatori l'hotel Excelsior Gallia. L'obiettivo è quello di concentrare le trattative, ma anche quello di poter disporre rapidamente di tutto il panorama di calciatori.

L'idea piace, e per un ventennio il Gallia, nel mese di luglio, si trasforma in un'incredibile passerella, assediata all'esterno di tifosi e dai giornalisti.
Da allora, miliardi, comproprietà, scambi, fideiussioni, opzioni... sono termini che puntuali, tornano ogni estate e ultimamente non solo, a riempire le pagine dei giornali sportivi.

Sono cambiati gli operatori, i manager e i presidenti. E' cambiato anche il teatro nel quale si svolgono le contrattazioni, ma la suspance, i cicalecci, i colpi di scena, le illusioni e, naturalmente, le delusioni sono sempre gli stessi, da un'innumerevole quantità d'anni.



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